6. ART ON FLAVIO
Art on Flavio
Questo è un elenco di mostre o lavori dedicati o ispirati a Flavio.
Clicca sulle immagini per vedere i lavori o le mostre corrispondenti.
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The following is a list of art works and art shows dedicated to or inspired by Flavio.
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“Flavio” (Carla Garofalo, 2008)
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James Cohan Gallery is pleased to announce the opening of an exhibition entitled Flavio and Palermo (in the summer) by Italian painter and conceptual artist, Manfredi Beninati on February 17, 2007 and running through March 17. For Beninati’s second solo exhibition in New York, he will include new paintings, sculpture and installation. This body of work is dedicated to the artist’s brother, Flavio.
Beninati is best known for work that addresses the nostalgia for childhood through the lens of memory. Using the visual vernacular of dreams and fairy tales, Beninati’s work is filled with characters and environments that create a space where the unconscious imagination is rendered visible. His imagery embodies the same slippage between fantasy and reality as can be found in the work of Antonio Ligabue and the writings of Italo Calvino and Lewis Carroll.
In the painting Untitled (Fes-Hagosh), the night sky is bright with what appears to be the acid green and fluorescent pink blaze of the Aurora Borealis. Other mysterious light effects emerge from the ground, revealing a world that is both dreamlike and unsettling. In Untitled (Pirrina), a bathroom has been obscured by flowers, overgrown plants and streamers that transform into psychedelic patterns throughout the composition. While reinforcing Beninati’s fascination with liminal spaces, these new paintings continue to reveal his interest in pushing the psychological and material boundaries of the work.
Beninati will also create an installation similar to his much acclaimed contribution to the Venice Biennale in 2005, in which the viewer peered through a glass door into a room of an abandoned eighteenth-century palazzo. For this exhibition, Beninati plays with the viewer’s sense of perception with an extraordinary simulacrum of a contemporary domestic environment.
Manfredi Beninati was born in 1970 in Palermo, Italy. After studying the Classics, Beninati entered the Faculty of Law at Palermo University. In 1990 he began studying film at the Centro Sperimentale di Cinematografia Roma, where he worked as an assistant director until 1994. He then moved to London, where he began painting full-time. His work was recently seen in Rome at Lorcan O’Neill Gallery, and was also included in the 2005 Venice Biennale. Recently awarded the Rome Prize by the American Academy in Rome, Beninati currently lives and works in Palermo.
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“A Flavio” (2007)
La mostra di Manfredi Beninati e Giuseppe Stampone s’inaugura il 31 marzo 2007 presso gli spazi del Museolaboratorio ex manifattura tabacchi di Città S. Angelo.
I due giovani artisti esorditi all’Anteprima XIV Quadriennale a Napoli nel 2003, si rincontrano confrontando le personali esperienze avute in questi ultimi anni; Beninati ha vinto il premio del pubblico per la giovane arte italiana all’ultima Biennale di Venezia ed una borsa di studio all’Accademia Americana di Roma giungendo ad essere apprezzato a livello internazionale con mostre in importanti istituzioni d’arte come la Royal Accademy, mentre Stampone ha acquisito il riconoscimento intellettuale di noti critici e studiosi di arte, media e comunicazione, da de Kerckhove ad Abruzzese e Speroni, per l’approccio sperimentale e poliedrico verso le ultime forme d’arte, in lui l’uso delle nuove tecnologie si alterna alla realizzazione di eventi di public art, come quello svolto sulla salvaguardia delle risorse idriche con la partecipazione di 10.000 bambini e un prossimo che vedrà il coinvolgimento di 20 Paesi del mondo.
I due artisti, legati da un’intensa amicizia, hanno desiderato dedicare la mostra alla memoria di Flavio Beninati, fratello di Manfredi scomparso la scorso anno.
Il passaggio nell’al di là viene da entrambi affrontato con suggestiva evocazione invitando lo spettatore ad interagire con l’opera, che si configura come zona liminale d’accesso ad una dimensione altra.
Stampone presenta un’installazione multimediale ed interattiva che connette con soluzione innovativa lo spettatore nell’ambiente virtuale di Second Life (custer 105, 177, 34), offrendo una riflessione sulla nuova percezione di spazio-tempo e sul concetto di reale che le moderne tecnologie innestano nella nostra vita. L’artista opera in collaborazione con il network Diomira di cui è uno degli ideatori; Diomira, nome ispirato a Le città invisibili di Italo Calvino è un “network” in cui si incrociano arte, didattica, sociale e tecnologie attraverso contaminazioni metodologiche e si (ri)genera nella comunicazione integrata, nello sviluppo di reti e connessioni, nella forma a mosaico che relaziona l’individualità alla collettività per la realizzazione di progetti caratterizzati da elementi riconducibili alle caratteristiche proprie dell’ “arte relazionale”, ampliate dall’integrazione con le nuove tecnologie digitali.
Anche Beninati con simile intento catapulta lo spettatore in una Second Life senza l’utilizzo però dei nuovi mezzi tecnologici. Lo spazio del museo è privato della sua funzione espositiva con un’installazione che ne corrode la struttura fisica ed il ruolo istituzionale. Beninati crea un ambiente scenografico naturale vivibile dallo spettatore allagando con l’acqua le stanze del museo tra una serie di mobilia; l’artista offre il soggetto e la sceneggiatura di un film che è lo spettatore stesso ad interpretare rielaborandolo con le proprie fantasie ed emozioni, i sogni individuali si manifestano con una magica finzione che per un attimo è realtà.
La mostra si presenta non come una consueta esposizione d’arte, ma come un laboratorio di sperimentazione, traendo spunto dalla funzione a cui adempie il Museo che la ospita, ed evidenzia come tecniche artistiche diverse possano esprimere con uguale enfasi la contemporaneità multidimensionale in cui viviamo.
La mostra sarà accompagnata da un catalogo con testi del critico e ricercatore di arte ed estetica Franco Speroni e del noto studioso internazionale di comunicazione e nuovi media Derrick de Kerckhove.
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“A Flavio Beninati. 13/04/06″ (Giuseppe Stampone, 2006)
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spero che flavio veda il nostro amore
Why all this art? I saw the show in N.Y. and it was one of the best ones
sono molto belli i tuoi quadri manfredi. c’è la verità su flavio, un misto di innocenza e dannazione tutta sua… evidentemente anche tua che sai comunicare l’immaginazione e la malinconia del dolore.
tu come stai?